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🬧 The NomadNet Encyclopedia | Archives | Info
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Cilento
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Il mwbgCilento è un massiccio montuoso dell'mwbwAppennino lucano, situato nella mwcaprovincia di Salerno. Il termine, inoltre, indica anche una più ampia area territoriale comprendente (oltre al Cilento propriamente detto) anche il mwcqVallo di Diano, i mwcgmonti Alburni, il mwcwgruppo montuoso Eremita-Marzano e l'area meridionale della mwdapiana del Sele; si tratta del territorio a sud rispetto al corso del fiume mwdqSele, oltre che a nord e ad ovest rispetto alla mwdgBasilicata, areale che insieme ad essa fino all'epoca romana era parte della mwdwLucania;cite-ref-1-1-0[1] a decorrere dal Basso Medioevo e fino all'mwfaUnità d'Italia appartenne al mwfqPrincipato Citeriore, definito anche "Lucania occidentale"cite-ref-2[2]cite-ref-0-3-0[3], ma facente capo a mwhgSalerno.

I confini del gruppo montuoso del Cilento sono delimitati dalla mwiapiana del Sele a nord, i monti Alburni e il Vallo di Diano ad est e la mwiqBasilicata a sud, riguardando un territorio scarsamente abitato con vette fino a 1899 m (come il mwigmonte Cervati), oltre che una mwiwcostiera di circa 130 km. Il massiccio del Cilento, a sua volta, può venire diviso fra Alto Cilento e Basso Cilento, i quali sono rispettivamente posti a nord e a sud rispetto ai monti mwjaCervati e mwjqGelbison e alla foce del fiume mwjgAlentocite-ref-referencea-4-0[4].

In epoca altomedievale il toponimo "Cilento" indicava esclusivamente il territorio nei pressi del mwlaMonte della Stella (1131 m); quest'area mantiene oggi il nome di "Cilento antico" ed è parzialmente compresa nel parco nazionale. Il nome Cilento, dal latino mwlqcis-Alentum, ossia "al di qua del fiume Alento", compare già nel 994 d.C. e fu dato dai mwlgLongobardi ai mwlwBenedettini, che vi eressero le prime chiese e monasteri, divenuti poi i poli dei centri abitaticite-ref-5[5]. Il linguista mwnaGiovanni Alessio ritiene però più probabile che il coronimo derivi invece dal latino mwnqaquilentus, ossia "umido", "ricco di acqua".cite-ref-6[6]

Del Cilento si impadronì il principe longobardo mwowGuaimario IV, spodestato successivamente dal normanno mwpaRoberto il Guiscardo nel 1076. Sorse così la baronia del Cilento che, al principio del mwpqXII secolo, passò alla famiglia dei mwpgSanseverino (mwpwprincipi di Salerno), che tennero il Cilento fino al 1552cite-ref-7[7]. Fu molto forte la presenza dei mwraBizantini, che vennero a patti con i Longobardi prima e i mwrqNormanni poi per la fondazione di centri monastici italo-greci lungo tutto il territorio; ciò poiché il Cilento era posto al confine tra i regni longobardi e i domini bizantinicite-ref-8[8].

La morfologia del territorio, caratterizzata quasi esclusivamente da montagne e passaggi impervi, rese il Cilento teatro principale della mwswguerra del vespro tra angioini e aragonesi nel mwtaXIII secoli, divenendone frontiera. Dal mwtqXV secolo in poi, fino al mwtgXVII, vi furono numerosi conflitti con i pirati mwtwottomani. Di conseguenza il paesaggio fu caratterizzato da un numero piuttosto elevato di castelli, fortezze, torri e cinte murarie.cite-ref-9[9]

A partire dalla fine del 1800 la definizione territoriale del Cilento incluse l'area dell'ex baronia di mwvqNovi (mwvgVallo della Lucania e confinanti), a est del fiume Alentocite-ref-10[10]; in tal modo il toponimo si estese a tutto il massiccio montuoso cilentanocite-ref-referencea-4-1[4]. La creazione del mwxwparco nazionale ha spesso condizionato nel gergo comune la definizione di "Cilento" anche sulle altre aree esterne al gruppo montuoso originario, ma facenti parte della mwyaLucania occidentale e posizionate a sud del mwyqSele, includendo anche la parte meridionale della piana del Sele, i monti Alburni, il Vallo di Diano e i monti Gruppo montuoso dei Monti Eremita - Marzano.

Contents

Storia
Comuni
Fauna
Note

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Storia

Mitologia

Il Cilento da millenni ha ispirato poeti e cantori. Molti dei miti mwaggreci e romani sono stati ambientati sulle sue coste. Il mito più famoso è quello dell'isola delle sirene, nell'mwawOdissea e nell'mwbaEneide. Quelle creature malefiche che, secondo mwbqOmero, irradiavano un canto che faceva impazzire i marinai di passaggio, portandoli a schiantarsi con le imbarcazioni sugli scogli. L'isoletta che ispirò il Cantore dell'antichità probabilmente è quella di fronte a mwbgPunta Licosa, a sud nei pressi di mwbwCastellabate. Di fronte al suo mare Ulisse si fece legare all'albero di maestra per ascoltare quell'ingannevole canto. Un altro mito importante è quello di mwcaPalinuro, il nocchiero di mwcqEnea. Durante il viaggio verso le coste del mwcgLazio cadde in mare insieme al timone. Si aggrappò al relitto e per tre giorni ingaggiò un'estenuante lotta contro le onde infuriate. Ma quando stava finalmente per mettersi in salvo sulla riva, fu barbaramente ucciso dagli abitanti di quei luoghi: da allora quel promontorio prese il nome di mwcwCapo Palinuro. Altro mito è quello di Giasone e gli Argonauti che, una volta fuggiti dalla mwdaColchide, per ingraziarsi la dea Era si fermarono presso il suo santuario alla foce del fiume Sele (l'attuale mwdqSantuario di Hera Argiva, nella piana pestana).

Dalla preistoria alla conquista romana

L'uomo arcaico ha trovato ospitalità nella zona da almeno mezzo milione di anni. Tracce della sua presenza sono evidenti dal Paleolitico medio al Neolitico, fino alle età dei metalli. I primi uomini vissero nelle grotte costiere del Cilento a mwfqCamerota, dove si sono scoperti i resti di ominidi inizialmente classificati come una nuova specie, mwfgHomo camaerotensis. A Palinuro, dove si sono rinvenuti materiali dell'industria della pietra. Nelle mwfwgrotte di Castelcivita, a mwgaSan Giovanni a Piro e a mwgqSan Marco di Castellabate, dove si sono ritrovati reperti paleolitici. A mwggCapaccio e a Paestum, nella piana del Sele, dove sono emersi corredi funerari di età neolitica della locale mwgwciviltà del Gaudo. La scoperta di manufatti e utensili provenienti dal vicino Tavoliere pugliese o dalle isole Lipari, inoltre, ci dicono che già allora il Cilento fu crocevia di scambi: percorsi di crinale nell'interno lo mettevano in contatto con le altre civiltà appenniniche (vie della transumanza e traffici, luoghi di culto e di mercato); mentre il mare lo avvicinava alle civiltà nuragiche, a quelle egee e mediterranee.cite-ref-referenceb-11-0[11]

Precedentemente alla conquista romana, il territorio cilentano era abitato dalle popolazioni mwiqenotrie prima e da quelle mwiglucane poi. Centro abitato lucano piuttosto importante fu quello di mwiwRoscigno, di cui è stato indagato archeologicamente il mwjamonte Pruno il quale ha restituito tracce di un'aristocrazia principesca e di notevoli traffici e commerci con le popolazioni italiche (e non) circostanti. Ulteriori insediamenti lucani sono stati indagati presso mwjqRoccagloriosa e mwjgCaselle in Pittaricite-ref-referenceb-11-1[11].

Poi tra il VII e il VI secolo a.C. arrivarono i Greci. I Sibariti, discendenti degli Achei, fondarono mwlaPosidonia: divenuta in epoca romana Paestumcite-ref-12[12]. Nello stesso periodo per mano dei Focesi, provenienti dall'Asia Minore, sorse mwmqElea (poi divenuta la Velia romana): il fiorente centro cilentano ospitò poi la mwmgScuola eleatica di filosofia, l'artefice è Senofane nel VI secolo a.C., e quella medica da cui trasse origine l'importante mwmwscuola medica salernitana, madre della moderna medicina occidentale. Mentre a Paestum si continuò a battere moneta, diritto tramandato dagli Achei (esperti in quest'arte), anche in epoca romana. Ulteriori colonie greche minori furono quelle di mwnaMolpa e mwnqPyxous.cite-ref-referenceb-11-2[11] I principali centri di età romana dell'entroterra si svilupparono nel Vallo di Diano, attraversato dalla Regio - Capua, come Consilinium (attuale mwogSala Consilina); ulteriore città romana piuttosto importante fu anche Volcei, odierna mwowBuccino, situata fra la valle del Tanagro e i monti Eremita-Marzano.cite-ref-1-1-1[1]

A seguito della conquista romana il Cilento rientrò nella regione della mwqqLucania, in virtù della presenza delle genti italiche di tale etnia.cite-ref-referenceb-11-3[11]

Medioevo

A ragione della morfologia della regione cilentana, perlopiù montuosa e frastagliata, nel medioevo avvenne la costruzione di decine di castelli sui monti e a controllo delle valli, mentre i borghi si cinsero di mura fortificate.

Non si conosce in che misura il territorio fu colpito dalla mwuaguerra greco-gotica, dopo la caduta dell'impero romano d'Occidente. Nel VI secolo, successivamente al conflitto, nel vicino vallo di Diano le riforme dell'imperatore mwuqbizantino mwugGiustiniano portarono alla creazione del mwuwbattistero di San Giovanni in Fonte e della chiesa di San Nicola de Donnis presso mwvaPadula; nel Cilento invece la cittadina di mwvqPolicastro fu munita della mwvgcattedrale di Santa Maria Assuntacite-ref-13[13].

All'invasione mwxalongobarda susseguì l'annessione del Cilento al mwxqducato di Benevento, ma successivamente rientrò nel mwxgPrincipato di Salerno. Durante il regno longobardo il Cilento fu diviso fra i gastaldati di Lucania e Cilento, quest'ultimo riguardante l'area orbitante attorno al mwxwmonte Stella (il cui nome successivamente appunto si sarebbe esteso al resto del territorio). I gastaldati a loro volta erano muniti di contee, di cui sono note quelle di mwyaCapaccio, mwyqMagliano, mwygLaurino e mwywCamellacite-ref-14[14].

Interessante fenomeno fu quello del mw0qmonachesimo bizantino: poiché tale territorio divenne confine fra longobardi e bizantini di Lucania, moltissimi italo-greci provenienti dai domini dell'impero romano d'oriente migrarono nel Cilento, con la fondazione di centri monastici e chiese (a causa dei conflitti, delle tasse elevate e di scontri religiosi)cite-ref-15[15].

Nella seconda metà dell'XI secolo una parte del Cilento subì l'occupazione del normanno mw1wGuglielmo d'Altavilla, da cui la creazione della Contea di Principato. Durante la conquista del ducato longobardo da parte del fratello di lui, mw2aRoberto il Guiscardo, diverse battaglie si svolsero nell'area, tra cui a mw2qSan Severino e a San Nicandro (negli Alburni). A seguito del conflitto il Cilento rientrò nel mw2gDucato di Puglia e Calabria e quindi nel nuovo esteso regno meridionale normannocite-ref-16[16].

. Nella prima metà del XIII secolo, durante il regno di mw5gFederico II di Svevia, gran parte dei baroni locali si ribellarono all'imperatore, evento che culminò nella mw5wcongiura di Capaccio e la sconfitta e morte di gran parte di questi. Tale evento segnò profondamente l'imperatore e gli eventi che seguirono nel regnocite-ref-17[17].

Il conflitto tra svevi e papato portò successivamente alla vittoria mw7qangioina, i quali restituirono gran parte dei feudi ai baroni precedentemente destituiti da Federico II. Durante la mw7gguerra del vespro fra angioini e aragonesi, verso la fine del XIII secolo, la catena montuosa del Cilento ne divenne frontiera del conflitto ed avvennero molte delle principali battaglie, fra cui quelle di mw7wCastellabate, mw8aAgropoli e mw8qRoccagloriosacite-ref-18[18].

Nel XV secolo, durante il regno aragonese, nuovamente molti baroni insorsero, facendosi coinvolgere nella mw9wcongiura dei baroni. Dal XV fino al XVII le coste cilentane furono teatro di scontri, razzie e rapimenti con i pirati ottomani; conseguentemente il litorale si munì di una lunga serie di torri d'avvistamento e difesacite-ref-19[19]. Il Cilento, gli mw-aAlburni, il mw-qvallo di Diano, i monti mw-gEremita-Marzano e la mw-wpiana del Sele meridionale, in virtù della loro precedente appartenenza al Principato di Salerno, furono inquadrati nel territorio del mwaqaPrincipato Citra (e quindi nell'orbita salernitana) separandosi definitivamente dalla mwaqeLucania storicacite-ref-20[20].

Patrimonio mondiale dell'umanità

Il filo della storia cilentana si dipana fino ai giorni nostri cucendo avvenimenti grandi e piccoli. Legando vicende romane (Cesare Ottaviano Augusto ne fece una provincia per allevare gli animali e coltivare alimenti destinati alle mense romane), a fatti medievali importanti (il Principato longobardo a Salerno, l'avvento dei monaci Basiliani e Benedettini, la nascita della Baronia con i Sanseverino, la loro rivolta a Capaccio nel 1246 contro mwaq0Federico II), fino ai primi "mwaq4moti del Cilento" del 1828, con l'insurrezione contro mwaq8Francesco I di Borbone e i suoi ministri, seguiti vent'anni dopo da nuovi mwaramoti antiborbonici, quindi all'adesione all'unità d'Italia cui rapidamente seguirono gli anni del mwarebrigantaggio postunitario.

Tracce, ricordi, monumenti, culture, sentieri legati a questa ricca storia sono salvaguardati grazie al Parco Nazionale del Cilento. Dal giugno 1997, il Cilento è inserito nella rete delle Riserve della biosfera del Mab-UNESCO (dove Mab sta per "Man and biosphere"): su tutto il pianeta (in oltre 80 Stati) si contano circa 350 di queste particolari aree protette, che servono per tutelare le biodiversità e promuovere lo sviluppo compatibile con la natura e la cultura.

Nel 1998 fu inserito nel mwarqPatrimonio mondiale dell'umanità mwaruUNESCO con i siti archeologici di mwaryPaestum, mwarcVelia, il mwargVallo di Diano e la mwarkcertosa di Padula.

Con mwarsChefchaouen in Marocco, mwarwSoria in Spagna, mwar0Koroni in Grecia il Cilento è uno dei luoghi della mwar4dieta mediterranea, iscritta come patrimonio culturale immateriale dell'umanità nel novembre 2010.

Nel 2010 il mwasaParco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni è stato inserito nella rete europea dei geoparchi.

Geografia

Posizione

Il massiccio montuoso del Cilento, compreso nell'mwasqAppennino lucano, è limitato a nord dalla mwasupiana del Sele, a sud dalla mwasyBasilicata, a ovest dal mwascmar Tirreno mentre ad est dalla catena dei monti mwasgAlburni e dal mwaskVallo di Diano. Se ne fa derivare il nome da mwasocis Alentum ("al di qua dell'mwassAlento"), anche se il fiume non ne segna più il confine. Nel senso più ampio del toponimo, con "Cilento" ci si riferisce all'intera area della provincia di Salerno a sud della foce del fiume mwaswSele, ossia l'antica mwas0Lucania occidentale.cite-ref-0-3-1[3] In tal senso vengono inclusi (oltre al massiccio del Cilento) anche i mwatimonti Alburni, il mwatmVallo di Diano, i monti mwatqEremita-Marzano e la parte meridionale della mwatupiana del Sele.

L'Alto e il Basso Cilento

Il massiccio montuoso del Cilento è diviso in due aree delimitate dalla foce del fiume Alento e dai monti mwatwCervati e mwat0Gelbison, che dividono le due parti di quest'area dell'Appennino. Nell'Alto Cilento, a nord, i corsi d'acqua principali corrispondono allo stesso Alento e al fiume mwat4Calore Lucano. Nel Basso Cilento, a sud, vi sono il mwat8Mingardo e il mwauaBussento. I monti più rappresentativi per le due aree coincidono con il mwauemonte Stella per l'Alto Cilento e il mwauimonte Bulgheria per il Basso Cilento.

I monti del Cilento

Il Cilento è caratterizzato da tre diversi gruppi montuosi: quelli ubicati nell'Alto Cilento, i monti del Basso Cilento e le alture poste nel centro a divisione fra i due suddetti gruppi. A nord, nell'Alto Cilento, spicca in particolar modo a nord-ovest il mwaukMonte Stella (1.131 m) con le sue diramazioni, isolato rispetto agli altri monti dell'area e attorno cui sorgono diversi centri abitati. A ovest rispetto quest'ultimo vi è la dorsale montuosa data dai monti mwauoVesole (1.210 m), mwausChianiello (1.319 m) e mwauwFaito (1.160 m), che divide la valle dell'Alento dalla mwau0valle del fiume Calore; quest'ultima, assieme a quella del mwau4Fasanella, separa il massiccio del Cilento da quello dei mwau8monti Alburni.

Nell'area centrale del Cilento vi è una lunga diramazione montuosa da est a ovest, dall'Appennino fino alla costa, la quale divide il Cilento dal mwaveVallo di Diano e dove sono ubicate le vette più elevate, tra cui il mwaviCervati (1.899 m), il mwavmMotola (1.743 m) e il mwavqGelbison (1.705 m) a est, oltre alla Tempa di mwavuCuccaro Vetere (1.136 m), il Monte Cavallara (843 m) e il Monte dei Monaci (779 m) a ovest.

A sud, nel Basso Cilento, spicca a sud-ovest il mwavcMonte Bulgheria (1.225 m), isolato similmente al monte Stella e attorno al quale sorgono numerosi centri abitati. Il confine tra Cilento e Basilicata è qui delimitato da ulteriori cime, come il Monte Olivella (1.026 m), il Serralunga (1.426 m) e il monte Cocuzzo (1.387 m).

La costa del Cilento

La mwawacostiera del Cilento, alta e frastagliata, si estende per circa 130 km, dal comune di mwaweAgropoli a quello di mwawiSapri, comprendendo sia località del mwawmgolfo di Salerno e del mwawqgolfo di Policastro. Località costiere particolarmente note sono inoltre quelle che rientrano nei comuni di mwawuCastellabate, mwawyAcciaroli, mwawcAscea, mwawgPisciotta per quanto riguarda l'Alto Cilento, mentre invece vi sono mwawkPalinuro, mwawoCamerota, mwawsCentola e mwawwSan Giovanni a Piro per il Basso Cilento.

Monti Alburni

I mwaxqmonti Alburni costituiscono un massiccio montuoso calcareo, diviso da quello del Cilento a sud tramite il corso del fiume Calore, a nord da quello dei monti Eremita-Marzano tramite il mwaxuTanagro. Il monte Panormo costituisce la vetta più elevata (1742 m s.l.m.), mentre i centri abitati sono disposti ai lati della catena, in affaccio sulle valli del Calore e del Tanagro. Centri maggiori sono mwaxySicignano degli Alburni sul lato nord e mwaxcCastelcivita sul lato sud.

Vallo di Diano

Il mwax8Vallo di Diano costituiva, in epoca preistorica, il bacino di un grande lago glaciale. Ad oggi è attraversato dal fiume Tanagro, ed è compreso tra i monti del Cilento a sud e quelli della mwayaMaddalena a nord. Tra i poli principali si annoverano il centro storico di mwayeTeggiano, la certosa di mwayiPadula e il museo etrusco di mwaymSala Consilina.

Monti Eremita-Marzano

I monti Eremita-Marzano costituiscono la diramazione più occidentale dell'Appennino Lucano, posti a separazione tra i mwaysmonti Picentini e gli Alburni. Sono compresi tra la mwaywvalle del Sele e la valle del Tanagro, le vette più elevate sono appunto i monti Eremita (1.579 m) e Marzano (1.524 m). I centri abitati sono posti sul lato sud, in affaccio sul Tanagro, come mway0Buccino e mway4San Gregorio Magno.

Piana del Sele meridionale

La parte sud della piana del Sele è compresa tra la foce del fiume Sele a nord, i monti del Cilento a sud e i monti Alburni ad est. I centri abitati, come mwazyAltavilla Silentina, sono situati tra la piana e le colline circostanti, eccezion fatta per le frazioni di mwazcCapaccio Paestum, il cui capoluogo è però nell'area montana del Cilento.

Comuni

Negli elenchi al di sotto sono disposti, in raggruppamenti opportuni, sia i comuni compresi nel massiccio montuoso cilentano sia quelli nei territori limitrofi del parco nazionale e inclusi nel senso più ampio del termine territoriale.

Comuni dell'Alto Cilento

• mwaz0Agropoli
• mwaz8Aquara
• mwaaeAscea
• mwaamBellosguardo
• mwaauCampora
• mwaacCannalonga
• mwaasCasal Velino
• mwaa0Castellabate
• mwabmCeraso
• mwabuCicerale
• mwabcFelitto
• mwabkGioi
• mwabsGiungano
• mwab8Laurino
• mwaceLustra
• mwaccMontecorice
• mwacsNovi Velia
• mwac8Omignano
• mwadeOrria
• mwadmPerdifumo
• mwaduPerito
• mwadcPiaggine
• mwadkPollica
• mwad0Roccadaspide
• mwad8Roscigno
• mwaeeRutino
• mwaemSacco
• mwaeuSalento
• mwaekSerramezzana
• mwaesSessa Cilento
• mwae8Stio
• mwafeTorchiara
• mwafmTrentinara

Comuni del Basso Cilento

• mwafsAlfano
• mwaf0Camerota
• mwaguCentola
• mwagkFutani
• mwagsIspani
• mwag0Laurito
• mwaheMorigerati
• mwahmPisciotta
• mwahcRoccagloriosa
• mwahkRofrano
• mwah8Santa Marina
• mwaieSanza
• mwaimSapri
• mwaiuTorraca
• mwaicTorre Orsaia
• mwaikTortorella
• mwaisVibonati

Comuni degli Alburni

• mwai8Castelcivita
• mwajeControne
• mwajuOttati
• mwajcPetina
• mwajkPostiglione

Comuni del Vallo di Diano

• mwakeAtena Lucana
• mwakmAuletta
• mwakuBuonabitacolo
• mwakcCaggiano
• mwakkCasalbuono
• mwak8Padula
• mwalePertosa
• mwalmPolla
• mwalkSan Rufo
• mwalsSant'Arsenio
• mwal0Sassano
• mwal8Teggiano

Comuni della piana del Sele meridionale

• mwamuAlbanella
• mwamcSerre

Comuni nei Monti Eremita - Marzano

• mwamsBuccino
• mwam0Palomonte
• mwam8Ricigliano
• mwanuSalvitelle

Dati altimetrici

Nell'elenco sono comprese unicamente le alture del massiccio montuoso del Cilento, con l'esclusione quindi degli Alburni, dei monti della Maddalenacite-ref-21[21] e del gruppo Eremita - Marzano.

| Nome del monte | Altimetria ( m s.l.m. ) | Comuni compresi |
|---|---|---|
| Monte Cervati | 1.899 | Piaggine , Sanza |
| Monte Motola | 1.743 | Sacco |
| Monte Faiatella | 1.710 | Piaggine |
| Monte Gelbison | 1.705 | Novi Velia |
| Monte Scuro | 1.611 | Futani |
| Monte Faggitella | 1.606 | Sacco , Piaggine |
| Monte Pietra dell'Erba | 1.566 | Montano Antilia |
| Monte Vivo | 1.538 | Sacco |
| Monte Raia del Pedale | 1.521 | Rofrano |
| Tuzzi di Monte Piano | 1.515 | Campora , Cannalonga |
| Monte Falascoso | 1.494 | Campora , Cannalonga |
| Monte Serralunga | 1.480 | Torraca |
| Monte Pugile | 1.465 | Sacco |
| Monte Centaurino | 1.433 | Rofrano |
| Monte Raialunga | 1.417 | Piaggine |
| Monte Lepre | 1.414 | Ceraso , Futani , Montano Antilia |
| Monte Caravello | 1.402 | Laurino |
| Monte Cerasulo | 1.400 | Piaggine |
| Monte Cariusi | 1.399 | Sanza |
| Monte Arsano | 1.393 | Sanza |
| Monte Rotondo | 1.388 | Laurino , Rofrano , Piaggine |
| Monte Cocuzzo | 1.387 | Torraca |
| Scanno del Tesoro | 1.348 | Piaggine |
| Monte Chianiello | 1.319 | Monteforte Cilento , Magliano Vetere |
| Monte Antilia | 1.316 | Montano Antilia |
| La Montagnola | 1.296 | Sacco |
| Monte Calvello | 1.271 | Campora , Laurino |
| Monte Gerniero | 1.240 | Sanza , Rofrano |
| Monte Bulgheria | 1.224 | San Giovanni a Piro , Camerota , Celle di Bulgheria , Roccagloriosa |
| Monte Fadderuso | 1.217 | Sanza |
| Monte lo Cugno | 1.216 | Sanza |
| Monte Vesole | 1.210 | Roccadaspide , Trentinara |
| Monte Serritore | 1.200 | Sanza |
| Monte Forcella | 1.192 | Casaletto Spartano |
| Monte Cornia | 1.182 | Cuccaro Vetere , Montano Antilia |
| Monte Rotondo | 1.178 | Casaletto Spartano |
| Monte Muzzo | 1.176 | Casaletto Spartano |
| Monte Faito | 1.160 | Magliano Vetere |
| Monte Fautunno | 1.152 | Caselle in Pittari |
| Tempa di Cuccaro Vetere | 1.136 | Cuccaro Vetere |
| Monte Stella | 1.131 | Perdifumo , Lustra , Omignano , Sessa Cilento , San Mauro Cilento , Laureana Cilento |

Cultura e tradizioni

Il Cilento è caratterizzato dagli omonimi mwa3udialetti, perlopiù affini a quelli mwa3ycampani o mwa3clucani. Da segnalare è però la presenza di due peculiari varianti: il mwa3gcilentano meridionale, affine al siciliano, e il mwa3kgalloitalico. L'origine della diffusione di tali dialetti risalirebbe al medioevo: nel caso del cilentano meridionale sarebbe dovuto alla presenza di mwa3obizantini di Sicilia (emigrati nei territori salernitani, allora longobardi); il galloitalico è da far risalire invece alla presenza mwa3slongobarda e mwa3wnormanna prima e mwa30angioina poi.cite-ref-22[22]cite-ref-23[23]

Numerose manifestazioni folcloristiche si tramandano da secoli nei centri del Parco. È il caso di Casaletto Spartano, dove il 1º maggio gruppi di giovanotti questuanti, vanno di casa in casa a chiedere legumi di ogni tipo. Vengono cotti separatamente e poi la sera nella piazza del paese sono preparati tutti insieme (13 tipi diversi) in una grande caldaia e conditi con olio e sale. I paesani ne prendono una porzione come augurio di prosperità e abbondanza dei raccolti.

Questo caratteristico piatto, con qualche variante, è consumato in tutto il Cilento e in particolare nel mwa4ggolfo di Policastro, dove si chiama "Cuccìa", dal greco "mwa4okykeon" miscuglio. Nel paese di mwa4sIspani (precisamente nella frazione di San Cristoforo) viene allestita ogni anno ad agosto la Sagra della Cuccìa, con una sfilata di costumi d'epoca e altre manifestazioni folkloristiche; al culmine della serata viene servito il tradizionale piatto.

Quest'ultimo è noto anche a Cicerale dove si chiama "cecciata", a Castel San Lorenzo e Stio noto come "cicci maritati", a Pellare, Moio, Vallo della Lucania. Mentre a Castellabate i cicci si cuociono nel giorno dei morti. Un cibo rituale analogo era la pansperma, ottenuta dalla mescola di tutti i semi, presente nella Grecia arcaica: ne ha parlato nel Timeo il grande Platone a proposito dell'azione divina della semenza universale. Tradizioni legate a questo piatto si riscontrano anche in altre parti d'Italia, in particolare in Sicilia dove, il giorno di Santa Lucia, c'era la tradizione di passare casa per casa per ricevere un po' di legumi da cuocere in un grande calderone e il piatto veniva servito ai più poveri.

Ricordiamo anche il territorio di Trentinara, noto anche come la terrazza del Cilento. Qui all'ombra del monte Vesule, ogni anno si svolge la tradizionale "Festa del Pane e delle tradizioni Contadine", particolare nell'allestimento e nei prodotti tipici locali, con danze e canti popolari avvolti da un'atmosfera d'altri tempi.

Un altro esempio importante di ricchezza di tradizioni, questa volta religiose, sono i riti della settimana santa. Dopo aver addobbato di grano i sepolcri nelle chiese, il venerdì Santo nell'area del Monte Stella ovvero nel "Cilento Antico" si svolgono le processioni delle "congreghe" o "confraternite", che rappresentano lunghi percorsi di sofferenza: "Visita ai sepolcri" (subbúrchi in cilentano). Ogni paese ha la sua che è intitolata a seconda della devozione locale, ad esempio alla vergine Maria o a un santo come quella di mwa48Omignano, di mwa5aPollica, mwa5eAgnone Cilento e di mwa5iPerdifumo, intitolate a Maria SS. del Rosario. Quella di Agnone Cilento intitolata alla Madonna Santissima Del Carmelo. Tutte le confraternite laiche escono dal proprio paese già alle prime luci del giorno per andare a rendere omaggio alle chiese dei paesi vicini e solo in serata per le "funzioni religiose" ritorneranno nelle proprie. Indossano i classici sai e cappucci bianchi con una mantella corta che cambia colore a seconda dell'intitolazione, guidati dal priore e al ritmo dei colpi di un lungo bastone recitando un lungo salmo in latino, si inginocchiano a coppie di due davanti al sepolcro per ricevere le catene sulle spalle in segno di penitenza. Il momento più suggestivo è l'incontro di due confraternite all'uscita delle chiese con il tradizionale saluto dei priori delle croci. Finita la cerimonia sono accolti dai paesani con dolci e vino.

Un altro piatto tipico del Cilento e in particolare di Palinuro sono dei rotoli di pizza, spesso conosciuti come le Viviane, imbottiti con una base di pomodoro e mozzarelle e farciti a piacere. Il piatto tipico di Marina di Camerota, portato in televisione dal primo ristoratore di Marina, è la "ciambotta", detta anche, più anticamente, "Ciammardola".

Ambiente

Il gruppo montuoso del Cilento è a tavolieri, con allineamento principale verso l'mwa50Appennino, ma, per l'erosione esterna che l'ha inciso in più sensi, ha un'orografia complicata e confusa. È costituito da mwa54calcare del mwa58Cretaceo e da mwa6adolomia, perciò vi si verificano dei mwa6efenomeni carsici. Le vette più importanti sono il mwa6imwa6mMonte Cervati mwa6q(1899 m), il mwa6umwa6yMonte Gelbison (o mwa6cMonte Sacro) mwa6g(1 705 m), il mwa6kmwa6oMonte Bulgheria mwa6s(1 225 m), il mwa6wmwa60Monte Stella mwa64(1 131 m); gli ultimi due, pur superati da altre cime, spiccano per il loro isolamento.

Il Cilento ha boschi di faggi, pioppi, lecci e abeti, è scarsamente popolato e impervio e i suoi centri maggiori si trovano a notevole altezza.

Fauna

Tra i mammiferi sono presenti il mwa7ymolosso di Cestoni, il mwa7cminiottero, il mwa7gvespertilio maggiore, il mwa7kvespertilio di Capaccini, il mwa7ovespertilio di Blyth, mwa7sl'istrice, il mwa7wtasso, la mwa70faina, la mwa74donnola, lo mwa78scoiattolo, la mwa8alontra, la mwa8elepre appenninica, mwa8il'arvicola di savi, la mwa8mvolpe, la mwa8qmartora, l'mwa8uarvicola rossastra, il mwa8ytopo selvatico, il mwa8ctopo dal collo giallo, il mwa8gtopo quercino, il mwa8kgatto selvatico, il mwa8oghiro, il mwa8scinghiale, il mwa8wcervo, il mwa80capriolo e il mwa84lupo grigio appenninico.

Tra l'avifauna sono diffusi i rapaci come mwa9al'aquila reale, il mwa9ebiancone, il mwa9ifalco pellegrino, il mwa9mlanario, il mwa9qcorvo imperiale, il mwa9ugufo reale, lo mwa9yStrix aluco, l'mwa9castore, il mwa9gfalco pecchiaiolo, il mwa9kNibbio bruno e il mwa9oNibbio reale. Tra gli altri volatili, comuni sono il mwa9spicchio nero, il mwa9wpicchio muratore, la mwa90tottavilla, il mwa94succiacapre, il mwa98calandro, l'mwa-aaverla piccola, la mwa-eghiandaia marina, la mwa-ibalia dal collare, e nei pressi dei corsi d'acqua il mwa-mmartin pescatore, il mwa-qmerlo acquaiolo, il mwa-ucorriere piccolo e il mwa-ygabbiano corso.

Tra i rettili sono presenti il mwa-gcervone, il mwa-kbiacco, la mwa-ovipera e la mwa-snatrice. Vi sono anche anfibi come la mwa-wsalamandrina dagli occhiali, la più comune mwa-0salamandra, il mwa-4tritone italiano, l'mwa-8ululone dal ventre giallo, la mwa-arana appenninica, la mwa-erana agile e il mwa-irospo. La fauna marina è molto varia e complessa: come rettile vi è la mwa-mCaretta caretta, e sono stati segnalati inoltre anche alcuni cetacei come il mwa-qTursiope, il mwa-uCapodoglio comune e la mwa-yStenella Striata. Tra la fauna ittica vi è la mwa-ctrota fario, il mwa-gcavedano, mwa-kl'anguilla, il mwa-obarbo, l'mwa-sAlburnus albidus e il mwa-wvairone.

Tra gli invertebrati vi sono la mwa-4Rosalia alpina, mwa-8Oxygastra curtisii e mwbaaOsmoderma eremita.cite-ref-24[24]

Parco nazionale

Dal 1991, in seguito all'istituzione del mwbacParco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, gran parte del territorio del Cilento è protetto. Rientrano nell'area protetta circa mwbag181 000 mwbakettari di territorio, 8 comunità montane e 80 comuni. La sede istituzionale dell'ente parco è situata nel centro più importante dell'area, mwbaoVallo della Lucaniacite-ref-2-25-0[25].

Il Cilento nella cultura e nell'arte

• Durante la primavera del 1881, lo studioso salentino mwbbiCosimo De Giorgi, in seguito all'incarico di redigere una carta geologica del territorio cilentano, intraprese un lungo viaggio nel Cilento. Le esperienze accumulate in tale spedizione vennero dallo stesso pubblicate nel 1882, nel libro mwbbmViaggio nel Cilento (titolo originale: Da Salerno al Cilento), che costituisce uno dei primi esempi di letteratura di viaggio.
• Nel 1828 il letterato e umanista scozzese mwbbuCraufurd Tait Ramage compì un viaggio nel mwbbyRegno delle Due Sicilie alla ricerca delle "sopravvivenze" linguistiche e culturali greco-latine, nel corso del suo itinerario Ramage attraversò anche la parte costiera del Cilento che descrisse nel resoconto del viaggio intitolato "The nooks and by-ways of Italy. Wandering in search of its ancient Remains and modern superstitions".
• Il Cilento e, in particolare, il comune di mwbbkCastellabate è la mwbbolocation in cui è ambientato il film mwbbsBenvenuti al Sud (2010), in cui viene citata anche la confinante Perdifumo.
• Nel primo verso della canzone mwbb0Tre colori presentata al mwbb4Festival di Sanremo 2011 dal cantante mwbb8Tricarico il Cilento viene citato con riferimento alla "mwbcamezzaluna cilentana".
• Il "Maresciallo Santovito", personaggio ideato da mwbciFrancesco Guccini e mwbcmLoriano Macchiavelli, protagonista di una fortunata serie di romanzi gialli, è originario di un paesino della mwbcqCostiera cilentana.
• Nel 1981 il professor Alessandro Pinto pubblica con il fotografo mwbcyGaetano Mansi e con la prefazione di Aldo Falivene il volume "Cilento", poesie accompagnate da una ricerca fotografica, scritte nella lingua delle 500 parole, l'antico dialetto di Pisciotta.cite-ref-26[26]
• Nel 1983 Il professor Alessandro Pinto pubblica con il fotografo Gaetano Mansi un secondo volume di poesie in dialetto cilentano e immagini "La costa dei miti"cite-ref-27[27].
• A mwbdeVatolla, frazione del comune di mwbdiPerdifumo, ha vissuto presso Palazzo Vargas per nove anni, dal 1686 al 1695, il filosofo mwbdmGiambattista Vico.
• Il "Maestro", personaggio principale del romanzo mwbduIl dolore perfetto vincitore del premio Strega 2004, proviene dai dintorni di Sapri nel Cilento.
• il "mwbdcCommissario Ricciardi", personaggio letterario creato dallo scrittore napoletano mwbdgMaurizio de Giovanni, mwbdkcommissario di polizia protagonista di alcuni mwbdoromanzi gialli e mwbdsfumetti, nonché dell'mwbdwomonima serie televisiva, proviene dalla frazione Fortino di mwbd0Casaletto Spartano nel basso Cilento.
• Il Cilento e Vallo di Diano è stato uno dei set principali del film "mwbd8Noi credevamo" di mwbeaMario Martone. In particolar modo le riprese hanno riguardato Roscigno Vecchia, Pollica, Castellabate e Camerota.
• Dal 2017, con il patrocinio della Regione Campania, della Provincia di Salerno, del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni e di importanti organismi culturali locali, per iniziativa del Comune di Salento, è stato istituito il Premio Cilento Poesia, annualmente conferito a un poeta di rilevanza nazionale.cite-ref-28[28]

Note

cite-note-1-11. mwbe4mwbe8Istituto di studi romani, Italia romana, Istituto di studi romani, 1948.
cite-note-22. AA. VV., II Cilento ritrovato, Electa, Napoli, 1990, pag. 9.
cite-note-0-33. Nella Costituzione politica del Regno delle Due Sicilie del 1848, all'art. 10, il mwbfgPrincipato Citeriore era definito mwbfkLucania occidentale e la mwbfoBasilicata invece Lucania orientale.
cite-note-referencea-44. mwbgamwbgeAtlante d'Italia, de agostini.
cite-note-55. mwbgumwbgyMario Infante, Actus Cilenti.
cite-note-66. mwbgoGiovanni Alessio, mwbgsmwbgwPrecisazioni in tema di toponomastica pugliese (mwbg0mwbg4PDF), p.mwbg8 45.
cite-note-77. mwbhmmwbhqPietro Ebner, economia e società nel Cilento.
cite-note-88. mwbhgmwbhkS. Borsari, monachesimo bizantino nell'Italia meridionale longobarda.
cite-note-99. mwbh0mwbh4L. Santoro, castelli angioini e aragonesi.
cite-note-1010. mwbiimwbimPietro Ebner, baroni e popoli del Cilento.
cite-note-referenceb-1111. mwbi0mwbi4Amedeo la Greca, appunti di storia del Cilento.
cite-note-1212. mwbjimwbjmA. Greca, storia del Cilento.
cite-note-1313. mwbjcmwbjgPaolo Peduto, Campania tardoantica (atti del convegno di Taranto).
cite-note-1414. mwbjwmwbj0Nicola Cilento, Italia meridionale longobarda.
cite-note-1515. mwbkemwbkiBiagio Cappelli, monachesimo basiliano si confini calabro-lucani.
cite-note-1616. mwbkymwbkcAmato di Montecassino, Historia Normannorum.
cite-note-1717. mwbksmwbkwCongiura di Capaccio, in Enciclopedia Federiciana.
cite-note-1818. mwblamwbleGiovanni Amatuccio, la guerra dei vent'anni.
cite-note-1919. mwblumwblyLucio Santoro, le difese di Salerno.
cite-note-2020. mwblomwblsPietro Ebner, Storia di un feudo nel Mezzogiorno.
cite-note-2121. Monti a nord del Vallo di Diano.
cite-note-2222. mwbmimwbmmGiovan Battista, Carta dei dialetti d'Italia..
cite-note-2323. mwbmcmwbmgTonino Cuccaro, "Inedito galloitalico - Dialetto, parlanti e civiltà contadina in Basilicata", Potenza, APT Basilicata-Città di Tito, 2013..
cite-note-2424. mwbmwmwbm0mwbm4Parco Nazionale del Cilento - Biodiversità, su mwbm8cilentoediano.it.
cite-note-2-2525. mwbnmmwbnqmwbnuEnte Parco Nazionale del Cilento - Vallo della Lucania, su mwbnypromozione.cilentoediano.it.
cite-note-2626. mwbnoCilento con Alessandro Pinto e Aldo Falivena - Comunità Montana Gelbison e Cervati, 1981.
cite-note-2727. mwbn4La Costa dei Miti con Alessandro Pinto - Comunità Montana Lambro Mingardo, 1983.
cite-note-2828. mwboimwbommwboqA Milo De Angelis il premio alla carriera “Cilento Poesia” 2018, curato da Menotti Lerro. mwbouURL consultato il 3 agosto 2018.

Bibliografia

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• Giuseppe Vallone: "mwbowDizionarietto etimologico del basso Cilento". Editore UPC, 2004.
• Pietro Rossi: "mwbo4Ieri e oggi 1955-2005. Poesie in cilentano". Grafiche Erredue, 2005.
• Touring Club Italiano: "mwbpaCilento - itinerari / miti e leggende", 2005 e 2006, Touring Editore, ISBN 88365 3461-9 e ISBN 88-365-3873-8.
• Barbara Schäfer: "mwbpqLimoncello mit Meerblick. Unterwegs an der Amalfiküste und im Cilento". Picus, 2007, ISBN 978-3-85452-924-8.
• Peter Amann: "mwbpcCilento aktiv mit Costa di Maratea - Aktivurlaub im ursprünglichen Süditalien". Mankau, 2007, ISBN 3938396083.
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• Barbara Poggi: "mwbp0La Cucina Cilentana - Köstlichkeiten aus der Cilento-Küche". Mankau, 2006, ISBN 3938396024.
• Luciano Pignataro: "mwbqaLe ricette del Cilento". Ed. Ippogrifo, 2007, ISBN 978-88-8898643-2.
• Andreas Haller: "mwbqmCilento", Michael Müller Verlag, 2009, ISBN 978-3-95654-035-6.
• Roberto Pellecchia: "mwbqySpiagge, cale e borghi della Costa del mwbqcCilento", Officine Zephiro, 2010, ISBN 978-88-903571-7-6.
• Elisabetta Moro, mwbqoLa dieta mediterranea. Mito e storia di uno stile di vita, Bologna, mwbqsIl Mulino, 2014.

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